22 gennaio 2009
10.ELEMENTI DINAMICI
Esistono altri tipi di elementi, modulari e non, che possono risultare funzionali per diversi momenti dello spettacolo: un paravento per esempio può essere pensato in modo dinamico (con cerniere o piegature) per poterlo modificare durante lo spettacolo (un pannnello a tre o più ante può essere bidimensionale se teniamo tutti i lati aperti in linea oppure può diventare una struttura trdimensionale se pieghiamo i lati servendoci di cerniere o semplicemente di una piegatura precedentemente preparata. Le forme tridimensionali di questo elemento varieranno a seconda di come si adranno a piegare i suoi lati in base ai gradi degli spigoli).
9.ELEMENTI STATICI
Esistono elementi scenici che hanno un’unica funzione e che non si possono modificare: un pannello di legno o cartone fissato al luogo dello spettacolo risulta bloccato, piano, immobile. Un telo dipinto teso appeso in modo definitivo certamente non si presta ad usi successivi.
L’elemento statico può essere una scelta, non è da considerarsi per forza elemento negativo, può essere utile per praticità e velocità d’esecuzione. La scelta dell’elemento statico verrà fatta scartando le diverse possibilità fornite dall’elemento dinamico.
L’elemento statico può essere una scelta, non è da considerarsi per forza elemento negativo, può essere utile per praticità e velocità d’esecuzione. La scelta dell’elemento statico verrà fatta scartando le diverse possibilità fornite dall’elemento dinamico.
8.L’IMPRONTA
Diamo un’impronta forte alle scenografie utilizzando una tecnica fino in fondo senza mescolare troppi stili assieme. L’impronta darà un carattere forte allo spettacolo. Darà un senso chiaro e caratterizzante.
7.QUELLO SPAZIO, PROPRIO QUELLO
Le scenografie possono essere pensate in relazione ad uno spazio specifico e non ad un posto qualsiasi. Quindi è importante sapere dove verrà allestito lo spettacolo e pensare le scenografie tenendo conto delle caratteristiche del luogo. Dobbiamo considerare: quanto spazio abbiamo, dove saranno posizionati gli spettatori (posso decidere? davanti, attorno, a destra e sinistra..), le fonti di luce (spazio oscurabile o no), la presenza o assenza di elementi di aiuto e di sostegno (quinte, fondali, ruote, tralicci o stangoni)
6.AGGIUNGERE O TOGLIERE
Dopo l’incontro con la storia dobbiamo raccogliere, aggiungere e trovare: ma non possiamo tenere tutto, dobbiamo cioè scegliere poche cose per costruire elementi semplici ed essenziali.
Abbiamo la storia e le nostre suggestioni, da questo insieme troviamo la nostra nuova storia.
Il teatro è un insieme di molti codici, di molti strumenti. Dove non arriva uno strumento arriva l’altro. La scenografia si ferma dove c’è un altro strumento che racconta meglio o viceversa. Non aiuta che le scene raccontino troppo!
Abbiamo la storia e le nostre suggestioni, da questo insieme troviamo la nostra nuova storia.
Il teatro è un insieme di molti codici, di molti strumenti. Dove non arriva uno strumento arriva l’altro. La scenografia si ferma dove c’è un altro strumento che racconta meglio o viceversa. Non aiuta che le scene raccontino troppo!
19 gennaio 2009
5.REALISMO ED ASTRAZIONE
Realismo significa rappresentare con molti dettagli in modo che l’immagine sembri il più possibile uguale alla realtà (dipingo su di un telo l’ambiente della storia). Per fare questo abbiamo a disposizione varie tecniche: dalla pittura, al disegno, alla fotografia, all’inserimento di oggetti reali.
Astrazione significa rendere le immagini diverse dalla realtà, rendere con le immagini anche altri fattori, emotivi per esempio. Per esempio potremmo in questo caso cercare di vedere e sentire la storia da un punto di vista interiore: mostriamo la storia come l’abbiamo vissuta emotivamente attraverso elementi visivi (le sensazioni che abbiamo possono essere rese visivamente usando per esempio i colori o altri aspetti legati all’immagine).
Facciamo teatro per gli occhi.
Realismo e astrazione sono strumenti che ci servono per raccontare delle cose per gli occhi. Tra l’uno e l’altra ci sono molte sfumature. Ognuno di noi sceglierà una sua soluzione.
Astrazione significa rendere le immagini diverse dalla realtà, rendere con le immagini anche altri fattori, emotivi per esempio. Per esempio potremmo in questo caso cercare di vedere e sentire la storia da un punto di vista interiore: mostriamo la storia come l’abbiamo vissuta emotivamente attraverso elementi visivi (le sensazioni che abbiamo possono essere rese visivamente usando per esempio i colori o altri aspetti legati all’immagine).
Facciamo teatro per gli occhi.
Realismo e astrazione sono strumenti che ci servono per raccontare delle cose per gli occhi. Tra l’uno e l’altra ci sono molte sfumature. Ognuno di noi sceglierà una sua soluzione.
4.SCENOGRAFIE SUPERFLUE
Spesso pensiamo si debba descrivere tutto quello che succede nella storia con la scenografia. Invece occorre selezionare pochi elementi rappresentativi visivi per risparmiare fatica e materiali, per risultare più efficaci (meglio togliere che aggiungere). In questo modo riusciremo a sedurre lo sguardo dello spettatore e incuriosirlo; e la storia si seguirà ugualmente. Attori, operatori e spettatori s’interessano di più ad una storia che visivamente non cade nella banalità, nel luogo comune, ma cerca di comunicare cercando altre strade.
Cerchiamo di non descrivere pedissequamente gli elementi che già conosciamo ma di SUGGERIRE il più possibile. Gli elementi visivi posso anche essere una sorta di ‘sapore’ o di ‘odore’ della storia.
Cerchiamo di non descrivere pedissequamente gli elementi che già conosciamo ma di SUGGERIRE il più possibile. Gli elementi visivi posso anche essere una sorta di ‘sapore’ o di ‘odore’ della storia.
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