Realismo significa rappresentare con molti dettagli in modo che l’immagine sembri il più possibile uguale alla realtà (dipingo su di un telo l’ambiente della storia). Per fare questo abbiamo a disposizione varie tecniche: dalla pittura, al disegno, alla fotografia, all’inserimento di oggetti reali.
Astrazione significa rendere le immagini diverse dalla realtà, rendere con le immagini anche altri fattori, emotivi per esempio. Per esempio potremmo in questo caso cercare di vedere e sentire la storia da un punto di vista interiore: mostriamo la storia come l’abbiamo vissuta emotivamente attraverso elementi visivi (le sensazioni che abbiamo possono essere rese visivamente usando per esempio i colori o altri aspetti legati all’immagine).
Facciamo teatro per gli occhi.
Realismo e astrazione sono strumenti che ci servono per raccontare delle cose per gli occhi. Tra l’uno e l’altra ci sono molte sfumature. Ognuno di noi sceglierà una sua soluzione.
19 gennaio 2009
4.SCENOGRAFIE SUPERFLUE
Spesso pensiamo si debba descrivere tutto quello che succede nella storia con la scenografia. Invece occorre selezionare pochi elementi rappresentativi visivi per risparmiare fatica e materiali, per risultare più efficaci (meglio togliere che aggiungere). In questo modo riusciremo a sedurre lo sguardo dello spettatore e incuriosirlo; e la storia si seguirà ugualmente. Attori, operatori e spettatori s’interessano di più ad una storia che visivamente non cade nella banalità, nel luogo comune, ma cerca di comunicare cercando altre strade.
Cerchiamo di non descrivere pedissequamente gli elementi che già conosciamo ma di SUGGERIRE il più possibile. Gli elementi visivi posso anche essere una sorta di ‘sapore’ o di ‘odore’ della storia.
Cerchiamo di non descrivere pedissequamente gli elementi che già conosciamo ma di SUGGERIRE il più possibile. Gli elementi visivi posso anche essere una sorta di ‘sapore’ o di ‘odore’ della storia.
3.SFONDO
Lo sfondo è qualcosa che sta in fondo ma perché non renderlo più utile posizionandolo al centro dello spazio o davanti? In fondo serve poco e al centro può comunicare molto di più: essere importante ed utilizzabile.
C’è un po’ un’abitudine di risolvere la scenografia creando uno sfondo dipinto da mettere dietro ai bambini in scena. Viene da chiedersi: serve veramente? Racconta qualcosa d’importante? Cosa posso far vedere che aggiunga emozione alla storia?
C’è un po’ un’abitudine di risolvere la scenografia creando uno sfondo dipinto da mettere dietro ai bambini in scena. Viene da chiedersi: serve veramente? Racconta qualcosa d’importante? Cosa posso far vedere che aggiunga emozione alla storia?
2.CHI DECIDE COSA SCENOGRAFARE
Per quanto possibile dovremmo cercare di dare una discreta dose di autonomia ai bambini tenendo però noi adulti ben strette le redini. Possiamo usare questa strategia:
L’insegnante, dopo aver scelto la storia, la legge in classe facendola vivere e cercando di divertirsi nel leggerla (significa che ci si addentrerà con passione).
A questo punto fioriscono le immagini nelle teste di chi ascolta. Queste immagini saranno importanti per le fasi successive.
Con alcune domande condivise cerchiamo di fissare queste immagini mentali.
Chiediamo ai bambini che cosa hanno visto. Guidiamo la costruzione delle immagini focalizzando le visioni e ponendo domande più precise: quali colori avete visto? Quali oggetti?
L’insegnante può segnare, in un foglio non condiviso, le parole dei bambini per documentare questa fase.
A questo punto la storia non sarà più la stessa: perde qualcosa e acquista qualcos’altro.
L’insegnante, dopo aver scelto la storia, la legge in classe facendola vivere e cercando di divertirsi nel leggerla (significa che ci si addentrerà con passione).
A questo punto fioriscono le immagini nelle teste di chi ascolta. Queste immagini saranno importanti per le fasi successive.
Con alcune domande condivise cerchiamo di fissare queste immagini mentali.
Chiediamo ai bambini che cosa hanno visto. Guidiamo la costruzione delle immagini focalizzando le visioni e ponendo domande più precise: quali colori avete visto? Quali oggetti?
L’insegnante può segnare, in un foglio non condiviso, le parole dei bambini per documentare questa fase.
A questo punto la storia non sarà più la stessa: perde qualcosa e acquista qualcos’altro.
1.CHE COSA SIGNIFICA SCENOGRAFARE?
Significa lavorare visivamente su di una storia già decisa dall’insegnante.
La scenografia è tutto ciò che si vede.
La scenografia è tutto ciò che si vede.
Le domande e risposte di Suomi Vinzi
Da questo post iniziano le risposte alle domande più frequenti (FAQ Frequently Asked Questions) scritte da Suomi Vinzi, sul tema della scenografia e il lavoro con il teatro nella scuola.
E I COMMENTI?
La mancanza di commenti significa che tutto ciò che è stato scritto era perfettamente intellegibile, e che voi lettori e lettrici avete capito tutto? Ma fosse anche così lo stesso vi sproniamo a scrivere, commentare, discutere affinché questo spazio sia condiviso attivamente.
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3 gennaio 2009
non posso commentare! aiuto!
se non riesci a commentare i post, se non riesci a scrivere nell'apposita casella, quasi sicuramente il motivo è internet explorer troppo vecchio. il mio consiglio è: usare invece Mozilla Firefox, che è gratuito, veloce e sicuro. come fare? qui trovate la versione per chi ha windows xp clicca qui,
mentre chi ha un computer più vecchio, con Win 98/Me questa è la versione adatta)
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